I diversi tipi di sbiancanti: come funzionano e quale scegliere per il tuo bucato

Se sei una persona curiosa e attenta a ciò che compri, ti sarà capitato di leggere l'etichetta del tuo detersivo per la lavatrice e notare la parola "sbiancanti".
Spesso, però, questa voce è accompagnata da termini diversi che rischiano di fare un po' di confusione.

Che differenza c'è tra uno sbiancante ottico e uno a base di ossigeno?
Quale elimina davvero le macchie e quale, invece, è meglio evitare sui capi colorati?

Noi di Puliti&Felici siamo qui per fare chiarezza!
Scopriamo insieme come agiscono questi ingredienti e come sceglierli per prenderci cura dei nostri tessuti nel modo migliore, prolungandone la vita e riducendo gli sprechi.
 

Sbiancanti ottici: il "trucco" per far brillare il bucato

Gli sbiancanti ottici sono dei composti aggiunti ai detersivi con uno scopo ben preciso: far apparire i tessuti più bianchi e luminosi.

Il loro funzionamento è davvero affascinante. Queste sostanze assorbono i raggi ultravioletti invisibili della luce solare e li trasformano in luce blu visibile (un po' come l'effetto che vediamo sui vestiti bianchi sotto le luci di una discoteca).
Questo trucchetto visivo serve a compensare il naturale ingiallimento dei tessuti nel tempo, facendo in modo che il nostro occhio percepisca il capo come "più bianco del bianco".

Di fatto, costituiscono la versione moderna del famoso azzurrante che le nostre nonne aggiungevano all'acqua del lavaggio per ravvivare le lenzuola.

Attenzione però: gli sbiancanti ottici non eliminano lo sporco. Il loro compito è solo quello di migliorare l'aspetto generale del tessuto. Inoltre, oggi li troviamo sempre meno nei detersivi, specialmente in quelli per capi colorati o delicati.
Il motivo è semplice: i nostri armadi sono pieni di tinte pastello e colori vivaci che, con un uso eccessivo di sbiancanti ottici, finirebbero per cambiare tonalità sbiadendo.
 

Sbiancanti chimici: i veri nemici delle macchie

Se hai bisogno di eliminare patacche di sugo, erba o vino, è agli sbiancanti chimici che devi affidarti. A differenza di quelli ottici, questi ingredienti agiscono direttamente sulle molecole colorate che compongono la macchia, sciogliendole e facendole scomparire del tutto.

Sulle etichette li trovi divisi in due grandi famiglie: quelli a base di ossigeno e quelli a base di cloro. Vediamo come si comportano.
 

Sbiancanti a base di ossigeno 

Sono i grandi alleati del nostro bucato quotidiano. Nei detersivi liquidi li troviamo spesso sotto forma di acqua ossigenata, mentre nei detersivi in polvere si presentano come percarbonato di sodio che si attiva già a basse temperature.

Il grande vantaggio degli sbiancanti a base di ossigeno è che agiscono in modo mirato sullo sporco colorato, rispettando le fibre e senza danneggiare i colori originali dei tuoi vestiti. Sono la scelta ideale per igienizzare e smacchiare in totale sicurezza sia i bianchi che i colorati.
 

Sbiancanti a base di cloro

Lo sbiancante a base di cloro più famoso in assoluto è l'ipoclorito di sodio, che tutti noi conosciamo come candeggina.

È uno smacchiatore estremamente potente e imbattibile, ma proprio per la sua forza va usato con estrema cautela. Il cloro, infatti, non si limita a sciogliere la macchia, ma attacca anche i colori del tessuto, finendo per scolorirli o rovinarli per sempre.

Per questo motivo, nel mondo delle pulizie domestiche, gli sbiancanti a base di cloro vengono utilizzati quasi esclusivamente per i detersivi destinati alle superfici dure della casa (come pavimenti o sanitari), che sono molto più resistenti rispetto ai tessuti dei nostri capi d'abbigliamento.

Conoscere queste piccole differenze ti aiuterà non solo a salvare i tuoi capi preferiti da lavaggi sbagliati, ma anche a fare acquisti più consapevoli al supermercato!

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