Come funzionano i prodotti antistatici: la chimica contro il ritorno della polvere

Il problema della polvere è una vera e propria sfida quotidiana, perché si annida ovunque ed è evidente quando si posa sulle superfici dei più moderni elementi di arredo. 

Il paradosso dello spolvero

Plastica lucida, legno laccato, vetro e schermi di apparecchi elettronici tendono a caricarsi elettrostaticamente, e si trasformano in vere e proprie calamite per la polvere.
Ed è qui entra in gioco il grande paradosso delle pulizie domestiche. L'azione stessa che compiamo per eliminare la polvere, ovvero lo sfregamento con un piumino o uno straccio, provoca l’accumulo di cariche elettriche sulla superficie stessa. 
E il risultato è che, subito dopo aver faticato per pulire, la polvere viene nuovamente attirata sul mobile appena spolverato.

La soluzione nel flacone: oleosità e tensioattivi

Partendo dall'analisi di problema, le aziende hanno studiato prodotti specifici, normalmente venduti in un comodo formato spray per facilitarne la distribuzione uniforme sullo straccio o direttamente sulla superficie.
L'efficacia di questi prodotti si basa su due principi chimici ben precisi che lavorano in sinergia:
Principi di natura oleosa: hanno il compito di catturare e trattenere la polvere. Fanno in modo che  la polvere resti aderente allo straccio o al piumino, evitando che si alzi in volo una volta smossa dall'azione meccanica di chi si sta spolverando.
Ingredienti antistatici (particolari tensioattivi): sono il vero cuore del prodotto. Rendono la superficie elettricamente "neutra", impedendo che attragga nuova polvere. Tale beneficio è dovuto al particolare effetto umettante e
conduttivo che conferiscono alla superficie, contrastandone la naturale carica elettrostatica.

L'innovazione efficace e sicura

Svelare questo delicato meccanismo chimico permette a tutti di comprendere come, dietro a un semplice gesto quotidiano come lo spolvero, si celi un'approfondita ricerca da parte dei laboratori delle aziende chimiche che sviluppano i prodotti.
Essi devono rivelarsi, sì, efficaci nel respingere la polvere ma al contempo essere assolutamente sicuri per la salute degli utilizzatori e per l’ambiente. Ecco perché prima dell’immissione sul mercato devono essere approvati, secondo rigide normative nazionali ed europee.

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