Quando entrate in casa vi sembra di addentrarvi nella giungla, inciampando tra i giocattoli dei vostri figli, spaventandovi di fronte alla mole di panni sporchi ammucchiati tra il letto e il pavimento e disperandovi di fronte alle pile di piatti dei giorni precedenti?
Zanzare, West Nile e Dengue: cosa possiamo fare per proteggerci

Le zanzare non sono più un problema solo d'estate.
Quest'anno i numeri mostrano che le malattie trasmesse dalle zanzare ci riguardano da vicino, e che una parte della prevenzione è proprio nelle nostre mani.
Partiamo dai fatti: quanto è cresciuto il West Nile?
Nei primi nove mesi del 2026 la Lombardia ha registrato 181 casi confermati, di cui 75 tra Milanese e Lodigiano. Al 1° ottobre sono il doppio dei 91 dell'anno scorso, e anche i decessi sono saliti da 10 a 16. Quasi tutti i contagi sono avvenuti qui: solo 16 persone hanno contratto il virus all'estero.
Perché ne parliamo proprio oggi?
Il virus è presente in gran parte d'Italia da quasi vent'anni, portato dagli uccelli migratori e trasmesso dalla comune zanzara che conosciamo bene. Quest'anno però l’eccezionale ondata di calore, che tutti noi abbiamo subito, ha anticipato i casi già a luglio, mentre di solito arrivano solo verso fine estate. Inoltre, sempre a causa del cambiamento climatico, la stagione delle zanzare si è ormai allungata e va da maggio a novembre, ovvero sei mesi ininterrotti di possibili trasmissioni.
E la Dengue?
Si trasmette con la zanzara tigre e in Lombardia ha fatto registrare 63 contagi al 1° ottobre, contro i 56 di tutto il 2025, con due casi autoctoni. Normalmente non ha conseguenze serie, ma può diventare molto pericolosa quando ci si ammala una seconda volta con un ceppo diverso dal primo, perché si potrebbero rischiare forme emorragiche gravi.
Il West Nile, invece, nella metà dei casi lombardi provoca forme neuroinvasive gravi.
È questo il motivo per cui la zanzara non va più considerata solo come un semplice fastidio.
Perché le disinfestazioni non bastano?
Quest'estate ne sono state fatte molte. Per il West Nile si interviene quando ci sono due o più casi ravvicinati, mentre per la Dengue si procede ogni volta, anche con un semplice sospetto non ancora confermato, per evitare che diventi una malattia endemica. Ma anche con prodotti sicuri questi interventi hanno un impatto sull'ambiente e non superano il cancello di casa. La prevenzione vera dovrebbe partire a monte: per questo è utile iniziare la lotta alle zanzare già a marzo, per abbattere le larve.
Che cosa possiamo fare noi, concretamente?
La prima mossa è evitare i ristagni d'acqua negli spazi privati e domestici. Dove c'è acqua ferma ci sono zanzare: il sottovaso, la piscinetta dei bambini, l'annaffiatoio…
Ma perché è così importante, se le zanzare sono ovunque?
Perché il loro raggio d'azione è limitato, appena due-trecento metri: se si riproducono nel nostro giardino, la prima vittima rischiamo di essere proprio noi.
E per proteggerci direttamente?
Il consiglio è abituarsi a usare i repellenti non solo ogni tanto, ma ogni giorno, soprattutto se si è anziani o fragili, e in particolare quando si lavora all’aperto, nell'orto o in giardino. Bisogna cambiare mentalità: ci si protegge non dal fastidio della puntura, ma per la propria salute.
E le zecche?
Aumentano anche loro, e salgono di quota come le zanzare. Chi va in montagna dovrebbe prestare attenzione alla meningoencefalite da zecche (Tbe), diffusa soprattutto in certe zone del Nord-Est, ma con qualche caso anche in Valtellina: per questa esiste fortunatamente un vaccino. Per la malattia di Lyme, invece, no, quindi serve proteggersi con abiti e repellenti.
Che cosa fare in caso di morso?
Se ci si rivolge a un medico, l'obbligo è di segnalarlo. Ma anche un privato cittadino, dopo aver rimosso la zecca, può consegnarla all'Istituto zooprofilattico per farla analizzare e scoprire se porta malattie.
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